Introduzione: quando la compliance sfila nuda
Avete presente la fiaba Il vestito nuovo dell’imperatore? Tutti vedono, nessuno osa dire. Vi ricorda qualcosa? A noi si. Procedure su procedure, documenti su documenti, flussi ridondanti e policy inutilizzate vengono celebrati come “best practice”, mentre la sostanza – la gestione reale del rischio – resta drammaticamente assente nel silenzio generale. “Abbiamo a cuore la tua privacy”, “rispettiamo l’ambiente”, “siamo inclusivi”… Siti web che sembrano candidature alla canonizzazione, mentre in realtà… il vuoto.
Questa è la paper compliance: formalmente impeccabile, sostanzialmente vuota.
La fiaba (per chi non la ricordasse)
Un imperatore ossessionato dall’apparenza viene raggirato da due abili truffatori, che promettono un vestito invisibile agli stupidi e agli incompetenti. Nessuno – né i dignitari né l’imperatore stesso – osa ammettere di non vedere nulla, per timore di sembrare inadatto al proprio ruolo.
Finché un bambino, ingenuo e disinteressato, grida la verità: “Il re è nudo!”. E il castello di menzogne crolla.
La trasposizione moderna: la compliance di facciata
Sostituiamo l’imperatore con le organizzazioni fameliche di brand washing, il vestito con un sistema di compliance ipertrofico ma inefficace e i truffatori con professionisti non corretti che vendono:
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procedure inutili,
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registri che nessuno legge,
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valutazioni dei rischi copia-incolla,
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policy “GDPR compliant” per definizione, non per contenuto.
Il tutto confezionato in un linguaggio volutamente contorto, così che nessuno osi mettere in discussione ciò che non comprende.
Perché tutti fingono di vedere il vestito
La paper compliance prospera perché soddisfa tre bisogni illusori:
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Tranquillità psicologica – “Abbiamo fatto tutto”.
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Difesa reputazionale – “C’è la procedura”.
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Scarico di responsabilità – “Lo ha detto il consulente”.
Mettere in dubbio quel sistema significherebbe ammettere:
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di non aver capito,
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di aver sprecato risorse,
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di essersi fatti ingannare.
Meglio applaudire la sfilata.
Il bambino della fiaba: l’incidente di sicurezza
Nella realtà aziendale, il bambino non arriva con una voce squillante, ma con:
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un data breach,
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un ransomware,
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una perdita di dati,
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una segnalazione dell’Autorità,
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un dipendente che clicca “per sbaglio”.
Ed ecco la verità: le procedure non funzionano, nessuno le conosce, nessuno le applica, nessuno le ha mai testate.
Il castello di carta si sgretola sotto il peso dei fatti.
La vera compliance non sfila, lavora
La compliance efficace:
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è comprensibile,
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è proporzionata,
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è applicata,
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è verificabile sul campo.
Non impressiona nei PDF, ma regge sotto stress.
Non serve a dimostrare di essere “a norma”, ma a ridurre realmente i rischi.
Tutto il resto è sartoria creativa per imperatori nudi.
Conclusione: il coraggio di dire “non vedo il vestito”
Serve più coraggio a dire “questa procedura non serve” che a produrne un’altra.
Serve più competenza per semplificare che per complicare.
E serve più etica per fare vera consulenza che per vendere carta.
La prossima volta che qualcuno vi mostra un vestito meraviglioso che solo pochi eletti possono comprendere, fate come il bambino della fiaba.
La compliance vi ringrazierà. E anche il business.
